fbpx

Native Advertising: perché più del 50% degli utenti la preferisce

native advertising

Per native advertising si intende un tipo di pubblicità che si adatta coerentemente al contesto in cui è pubblicata.

Si tratta di formati in grado di catturare l’interesse dell’utente, senza essere invasivi e senza interrompere il normale flusso di navigazione del lettore.

Per realizzare un native advertising efficace è necessario creare un contenuto editoriale che integri l’annuncio pubblicitario e sia in grado di coinvolgere e interessare il lettore, sempre più incline a difendersi e a bloccare, grazie anche ad appositi software, i messaggi pubblicitari troppo invadenti.

Native advertising: quali sono i vantaggi?

Negli ultimi anni si è registrato un incremento del fenomeno del banner blindness: è cresciuta nelle persone l’indifferenza nei confronti delle aree dove normalmente si trovano le inserzioni e i banner.

Attirare l’attenzione dell’utente ha portato, in molti casi, alla realizzazione di creatività troppo impattanti e invasive per lo stesso target. In questo contesto, solo i contenuti pubblicitari in grado di adattarsi al contesto in cui sono inseriti possono portare risultati concreti in termini di efficacia comunicativa.

Perché scegliere la pubblicità nativa?

La native advertising coinvolge l’utente, anziché interromperlo con banner invasivi, attraverso un messaggio costruito ad hoc. Pensiamo, ad esempio, ad una pubblicità di scarpe sportive all’interno di un sito che parla di sport.

Inoltre, i risultati di uno studio sull’efficacia della pubblicità nativa condotto da Sharethrough e IPG Media Lab, hanno evidenziato che la native advertising coinvolge il pubblico in modo più incisivo rispetto alle altre forme di advertising online. Dai dati è, infatti, emerso che “i consumatori hanno visualizzato gli annunci nativi il 53% più frequentemente rispetto agli annunci display e il 25% in più dei consumatori ha visualizzato un annuncio nativo in-feed rispetto a quelli tradizionali”.

 

I 5 vantaggi del Native Advertising

Vi elenchiamo ora 5 buoni motivi per fare Native Advertising:

  • creare e mantiene nel tempo un forte engagement con i suoi spettatori
  • si ottiene un maggiore coinvolgimento dell’utente legato alla pertinenza del contenuto sul sito di pubblicazione;
  • ottimo controllo sui contenuti;
  • la possibilità di segmentare bene il target;
  • migliorare il traffico al proprio sito.

 

Native advertising: i formati più diffusi

Abbiamo compreso i pro e i contro del fare native advertising, vediamo ora quasi sono i formati migliori.

I modi in cui fare native advertsing sono divertsi:

 

  • in feed-unit: sono quelli collocati nel flusso di altri contenuti editoriali e che hanno lo stesso aspetto del feed;
  • paid search unit: l’annuncio ha la stessa forma dei contenuti organici fatta eccezione per le identificazioni di trasparenza;
  • recommendation widget: sono quei contenuti che passano attraverso widget che propongono agli utenti i contenuti migliori in base ai loro interessi e comportamenti online;
  • promoted listing: i prodotti sponsorizzati sono inseriti in contenuti ad elenco e hanno lo stesso aspetto di quelli messi in organico;
  • in ad: l’annuncio propone contenuti similari e coerenti con l’argomento del sito dove viene postato;
  • custom: sono contenuti che nascono da accordi fra publisher e advertiser molto integrati nel loro sito di pubblicazione da sembrare estremamente nativi.

 

 

 

RICHIEDI UNA CONSULENZA